Ex

Foto di Daniela Pennino

Vivo costantemente con l’ansia che un giorno un mio ex si presenti con un bambino per mano e mi dica “questo è tuo figlio”.

La mancanza di un compagno, non è mai stato motivo di sofferenza per me, mentre quella di un’amica ha lasciato vuoti che, per molto tempo, non sono riuscita a colmare (e forse ancora oggi). Un un’amica vera intendo, che ti manca quando non la vedi, con la quale non ti metteresti mai in competizione e con cui permetterti di restare in silenzio senza che la cosa risulti imbarazzante. Mentre nessuno si è mai preoccupato del fatto che non abbia un’amica del cuore, ha sempre destato curiosità e apprensione la carenza di materiale maschile stabile nella mia vita, mancanza che, come largamente detto, per me è un FATTO, punto e basta. E invece loro si ostinano a volermi vedere con i loro occhi e voler sentire le mie emozioni attraverso i propri sensi, dimenticando che sono una persona a prescindere dal mio stato civile. Io non ho rimpianti, almeno non in questo senso; sono fatalista, credo che, se proprio deve essere, se proprio esiste un uomo giusto per me, prima o poi arriverà.

L’unico rimpianto che ho è quello di non essere l’ex storica di nessuno, quella a cui si ripensa ogni tanto con nostalgia e della quale si parla con gli amici per ricordare i vecchi tempi. Non una delle tante, ma quella più importante, l’ex di cui dovrebbe essere gelosa la compagna attuale, perché ha rappresentato un pezzo di vita. Quella che stavi per sposare e che poi, non ricordi neanche più perché, hai peso o abbandonato. Nessuno dirà o penserà questo di me, perché io una storia così lunga e significativa, degna di nota, non ce l’ho mai avuta. Magari qualcuno mi ricorderà per altri motivi e parlerà di me con gli amici, ma non potrà di certo dire che sono la sua ex storica. Ecco, questa è un’altra cosa che mi manca tanto. 

Non sono l’ex storica di nessuno, ma sono pur sempre un’ex di qualcuno, di uno dei tanti ragazzi con cui ho provato ad avere una storia. Ed è di loro che vi voglio parlare, in modo divertente e scanzonato, (utilizzando nomi di fantasia e stravolgendo in taluni casi i fatti per evitare identificazioni), al fine di tenere vivo il loro ricordo perché, nel bene e nel male, sono un pezzo della mia vita.

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