Diversità è partecipazione

Chi resta

Foto di Carmelo Santagati

Di luoghi comuni sull’amore ne esistono infiniti, e nella maggior parte dei casi, si contraddicono tra loro: gli opposti si attraggono ma poi si piglia cu si rassumigghia, l’amore è dietro l’angolo però la terra è rotonda…ma quello che odio di più è: in amore vince chi fugge. Ma da chi, da che cosa? Ma soprattutto, perchè? Per quale motivo, se amo una persona devo scappare?

– Ascolta amore, io ti amo, però devo fuggire.

– E perchè?

– Non lo so, dico così, quindi non mi aspettare per cena.

Per non parlare degli infiniti modi di descrivere il proprio stato civile. Per me, che sono della  vecchia generazione, (va beh vecchia, matura) ne esistevano solo due: o eri fidanzato/sposato o eri single. Punto. Adesso ci sono almeno una decina di modi per definire una relazione tra due persone: sono impegnato in una situazione complicata, mi sto frequentando con qualcuno ma niente di serio, siamo amici con prospettive, ho paura di impegnarmi…tutto, pur di giustificare, in realtà, una mancanza di vero interesse verso una persona.

Che poi, questa cosa della paura non l’ho mai capita: io ho paura del buio, delle tasse, di ingrassare, del covid, ma dell’amore no, proprio no. E allora perché le persone hanno paura dell’amore?

Perché non è amore. Quando ami una persona, non vedi l’ora di stare con lei, di condividere i momenti con lei, di raccontarle la tua giornata, di viverertela, insomma, quella persona. 

In amore non vince chi fugge, in amore vince chi resta, chi c’è, chi ti tiene la mano quando stai per cadere, chi ti sta accanto nella gioia e nel dolore, ma soprattutto nella gioia, perchè a dire quattro parole di conforto possiamo essere bravi tutti, la cosa difficile è gioire dei successi altrui, di essere felici per gli altri, per la persona che amiamo.

Se fugge, non seguitelo, se fuggite voi, non è quello giusto. 

In ogni caso, nell’attesa di incontrare qualcuno che sia disposto a restare  o che vi faccia venire voglia di fermarvi, non svilite la vostra dignità e state da soli, che non è poi tanto male. 

Parola di single di fatto.

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Mi chiamo Simona Zarcone, ho 44 anni (portati benino), abito a Palermo, sono un’insegnante di sostegno (per scelta), istruttrice di fitness, appassionata di lettura, di scrittura, del buon vino e sono single, da sempre, o almeno da quando ho dismesso le armi da seduttrice incallita

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