C’è stato

C’è stato un periodo della mia vita in cui ero convinta di essere invincibile. Ero piccola, inesperta, egocentrica, illusa, con tutta la vita ancora davanti. Ed ero impenetrabile, almeno agli occhi degli altri.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui il castello delle mie certezze è crollato.

    Poi sono arrivati altri momenti della mia vita, in cui passavo tutto il giorno a contare le calorie che ingerivo e a guardarmi allo specchio controllando in modo ossessivo che i cm. del mio corpo non aumentassero improvvisamente.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui avrei voluto morire e ce l’avevo con mia madre perché mi aveva messa al mondo. Ma chi glielo aveva chiesto? Perché dovevo vivere, essere felice, fare quello che gli altri si aspettavano da me? È un fardello pesante essere figlia, soprattutto se non sei madre.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui ero convinta che essere belle bastasse.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui mi sono sentita fragile, persa, inutile, invisibile, e più mi sentivo così più mi nascondevo.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui ho capito che non si può toccare il fondo, perché il fondo non ha fondo: è un tunnel cieco senza fine.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui mettevo la musica a tutto volume per non sentire il dolore.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui ho capito che se volevo sopravvivere avrei dovuto fare una scelta.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui ho capito che scegliere spesso è un lusso: non puoi decidere neanche che tipo di persona vuoi diventare, perché quello che sei è il frutto di esperienze che non sempre scegli. Perché la vita ti cambia, ti trasforma, ti fa fare un passo avanti e due indietro, e tutto è in continuo divenire.

    C’è stato un periodo della mia vita in cui, comunque, la scelta l’ho dovuta fare e ho scelto: di vivere.

    Adesso c’è un momento della mia vita che, spero, non sarà l’ultimo… ce ne saranno altri, e altri ancora in cui continuerò a farmi domande, a mettermi in discussione, a stupirmi davanti a un tramonto e a dire banalità come queste, ma la vita è così e bisogna amarla (ed accettarla) anche per le sue ovvietà. E mi accorgo che ce n’è voluto per arrivare fino a qui…e oggi sono la persona che volevo diventar

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