Un grande regalo

Caro 2020,

non è tutto perduto. Hai davanti ancora diversi mesi per recuperare, non sei neanche a metà, per cui, se posso permettermi di darti un consiglio, non dico da oggi, e non da domani, ma da dopodomani comincia a impegnarti un po’ di più. Che passerai alla storia è sicuro, ma se vuoi occupare più pagine sui libri, devi fare qualcosa di diverso, i libri sono già pieni di guerre e sciagure, per essere ricordato nei secoli devi fare anche qualcosa di buono! Te lo immagini se, dopo un periodo così catastrofico, cominci a risolverci i problemi che avevamo già prima che ti mettessi a fare i capricci e ne aggiungessi altri? A parte il vaccino, potresti, che so, occuparti della fame nel mondo, dei migranti, della povertà, della violenza sulle le donne, (e anche sugli uomini, che poi si arrabbiano, e noi, nonostante tutto, abbiamo ancora bisogno di loro) dell’ambiente, delle tasse, e di quelli che mettono il formaggio sulla pasta alle vongole. Magari non tutto insieme; considera che già una sola di queste cose sarebbe un primo passo. Diventeresti l’anno della tanto declamata resilienza, esempio di rinascita dopo un lungo periodo di morte e sofferenza. Vuoi mettere? Lo so, ti chiedo assai, sarai stanco, demotivato, influenzato, ma chi ha avuto la fortuna di restare, conta su di te. E poi, se proprio non ce la fai, pensa a me, un po’ di sano egoismo non guasta; ti giuro che parlerò bene di te nel futuro e, visto che molto probabilmente non avrò nipotini, li affitterò appositamente per perorare la tua causa. Non ti chiedo niente di preciso, scegli tu, magari un piccolo bonus che mi migliori la vita, di poco, tanto lo sai che la mia è già bella così. E che non ti venga in mente di mandarmi un fidanzato, ho già dato, anche se…proprio perché sei tu, se ne trovi uno giusto, non troppo bello, (tu lo sai che la bellezza non mi interessa, a me basta che si possa guardare), educato, onesto, che ami gli animali, automunito e stipendiato il minimo per potersi compare le sigarette, ideologicamente monogamo, che azzecca, non dico tutti i congiuntivi, ma almeno essere e avere, (gli altri verbi glieli condono), con una sola patologia che non necessiti di più psicofarmaci, che capisca l’ironia, che sappia introdurre gli indumenti sporchi dentro l’apposita cesta, che non voglia trasformarmi nella brutta copia di sua madre, che si accontenti del mio amore, io di no non te lo dico. Però forse sto esagerando, hai ragione tu, forse è più facile che salvi l’Amazzonia o ti occupi dell’estinzione dei panda. Che dirti, caro 2020, spero sarai più clemente, e ti ringrazio a prescindere; sono viva e in buona salute, e questo è già un grande regalo. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.