Amore e brodu di ciciri

Ho sentito dire spesso che l’amore è una cosa fondamentale e chi non la trova non riesce neanche a respirare ma, per me, fino ad una certa età le cose fondamentali erano tre. Mia nonna me lo diceva sempre: se ti capita di dormire fuori casa o non hai il tempo di farti la doccia, lavati almeno “le cose fondamentali”, vale a dire piedi, ascelle e patatina. Era una donna che la sapeva lunga. Quando insieme a mio nonno guardava i vecchi film d’amore con Clark Gable, in cui i protagonisti vivevano passioni travolgenti, con tono perentorio e deciso esclamava: “Amore, amore e brodu i ciciri” che in italiano significa “Amore e brodo di ceci. Secondo quel detto l’amore, inteso come l’invaghimento di un momento, è da associare al brodo della zuppa di ceci che, se è gustosa, consumata senza nient’altro risulta poco nutriente. Per riempire la pancia ci vuole altro di più sostanzioso. Allo stesso modo, affinché una relazione duri nel tempo, sempre secondo quel detto, la passione da sola non basta: la sensazione di sazietà dura poco e, prima o poi, torna la fame. E mia nonna, che la zuppa l’aveva finita già da un pezzo, lo sapeva bene.


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